logo


foto
Storia dal 1992 ad oggi


L'Accademia è il luogo mentale denso della follia - Giuliano Spazzali


Dal 1992 ad oggi


Accademia della Follia: teatro e follia.

La ricerca nasce all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste nel periodo in cui le sue mura venivano abbattute da Franco Basaglia. Claudio Misculin si trova lì, in quel momento, a far parte del grande sogno; e da lì, da dentro, fonda il primo gruppo (1976), apre il primo teatro di matti e, insieme ad altri, partecipa alla costruzione di quella idea che poi diventerà la “Legge 180”. Dopo una pausa all’interno del teatro tradizionale, Misculin riprende la propria originale ricerca che confluirà nel “Velemir Teatro”, fondato assieme ad Angela Pianca nel 1983. Nel Velemir opera una sintesi complessiva della sua esperienza utilizzando testi/contaminazioni/tecniche di grandi personaggi e piccoli folli di piccole quotidianità e folli ideali.

L’Accademia della Follia viene fondata nel 1992 a Rimini, da Claudio Misculin, Cinzia Quintiliani e Angela Pianca, durante un Convegno tenutosi nel Teatro Comunale Novelli.

È un progetto teatrale e culturale.
Formato da attori a rischio, è un’esperienza singolare-universale.

Se il disagio sociale è denuncia di una vita impossibile, il teatro è un progetto anticorpo, diventa allusione ad una vita altra, dove altri sono i rapporti fra gli uomini.

Allora l’Accademia della Follia non propone soltanto l’incontro con un maestro, un’artista, il suo metodo, il Laboratorio, lo spettacolo.

È concreta possibilità di inserimento e ricerca in una rete di nuove pratiche sociali, culturali e teatrali.

Qui il Teatro diventa terreno comune per agire la diversità e la sua trasformazione.

Si opera ai confini: geografici, culturali, etnici, di generazione, di centralità e marginalità, di rischio personale, di gruppo, di età, di status.

Tecnica + Follia = Arte....
O l'arte ha in sé una magia oppure non è arte.

Il matto può diventare un talento artistico, se si creano opportunità di esplorare e di mettere in scena altre maschere oltre a quella unica e sovradeterminata di malato.







Privacy e Cookie Policy